IL NUOVO VESTITO DELL’IMPERATRICE

Giovedì 15 ottobre

ore 10:45, Artegna

Teatro Lavaroni

IL NUOVO VESTITO DELL’IMPERATRICE

È il “sequel” della nota fiaba di Andersen. Qui si racconta la storia di Caterina, un’imperatrice guidata da uno specchio che filtra la realtà. Un vestito invisibile metterà in crisi ogni sua certezza, spingendola a fidarsi di sé e a scoprire che autenticità e libertà possono cambiare il mondo.

Di e con
Alice Bossi

Regia
Antonio Brugnano 

Produzione
Teatro Evento

Disegno Luci
Alessandro Palumbi 

Scenografia e Costumi
Martina Criconia

Realizzazione Costumi
Barbara Livecchi  

Animazione Video
Federico Milani 

Con il sostegno di
Teatro del Buratto, Centro Culturale Rosetum, Teatro Bandito, Teatro al Quadrato

Genere
mimo

Durata
55 minuti

Età
6+ anni

Sinossi

Lo spettacolo, ispirato simbolicamente allo specchio della regina Grimilde, affronta tematiche centrali nella vita dei bambini di oggi – la cosiddetta Glass Generation – cresciuti a contatto con schermi, selfie, filtri e immagini ideali. Il nuovo vestito dell’imperatrice pone l’accento sul rischio di vivere in una realtà dominata dall’apparenza, in cui la pressione a essere sempre “perfetti” soffoca l’espressione autentica di sé.
Attraverso una narrazione coinvolgente e scenografie suggestive, il pubblico viene accompagnato in un viaggio che invita alla riflessione sul rapporto con l’immagine, sul potere degli schermi e sul valore dell’autenticità. Lo spettacolo incoraggia bambini e adulti a fidarsi di sé stessi, ad ascoltare la propria voce interiore e a esprimersi liberamente, senza timore del giudizio esterno.
Una fiaba moderna che parla di specchi, ma anche di riflessi interiori. Un invito a guardarsi dentro per ritrovare quella fiammella che ci guida anche nei momenti più bui. Perché, a volte, il vestito più bello è quello dell’autenticità.

Le tematiche dello spettacolo vengono raccontate attraverso un linguaggio clownesco, fisico e con poche parole che si inserisce nel contesto attuale in cui viviamo pur restando

nell’ambientazione magica delle fiabe. Il linguaggio clownesco utilizzato affonda le sue radici proprio nei comportamenti dei bambini: istintivo, semplice, diretto, giocoso e poco logico. La

riflessione sull’immagine e il gioco tra realtà e finzione prende spazio creando equivoci visivi, situazione comiche e surreali che coinvolgono sia la protagonista che il pubblico che si ritroverà

ad interpretare inconsapevolmente il ruolo del popolo.

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