ore 10:45, Artegna
Teatro Lavaroni
È il “sequel” della nota fiaba di Andersen. Qui si racconta la storia di Caterina, un’imperatrice guidata da uno specchio che filtra la realtà. Un vestito invisibile metterà in crisi ogni sua certezza, spingendola a fidarsi di sé e a scoprire che autenticità e libertà possono cambiare il mondo.
Di e con
Alice Bossi
Regia
Antonio Brugnano
Produzione
Teatro Evento
Disegno Luci
Alessandro Palumbi
Scenografia e Costumi
Martina Criconia
Realizzazione Costumi
Barbara Livecchi
Animazione Video
Federico Milani
Con il sostegno di
Teatro del Buratto, Centro Culturale Rosetum, Teatro Bandito, Teatro al Quadrato
Genere
mimo
Durata
55 minuti
Età
6+ anni
Sinossi
Lo spettacolo, ispirato simbolicamente allo specchio della regina Grimilde, affronta tematiche centrali nella vita dei bambini di oggi – la cosiddetta Glass Generation – cresciuti a contatto con schermi, selfie, filtri e immagini ideali. Il nuovo vestito dell’imperatrice pone l’accento sul rischio di vivere in una realtà dominata dall’apparenza, in cui la pressione a essere sempre “perfetti” soffoca l’espressione autentica di sé.
Attraverso una narrazione coinvolgente e scenografie suggestive, il pubblico viene accompagnato in un viaggio che invita alla riflessione sul rapporto con l’immagine, sul potere degli schermi e sul valore dell’autenticità. Lo spettacolo incoraggia bambini e adulti a fidarsi di sé stessi, ad ascoltare la propria voce interiore e a esprimersi liberamente, senza timore del giudizio esterno.
Una fiaba moderna che parla di specchi, ma anche di riflessi interiori. Un invito a guardarsi dentro per ritrovare quella fiammella che ci guida anche nei momenti più bui. Perché, a volte, il vestito più bello è quello dell’autenticità.
Le tematiche dello spettacolo vengono raccontate attraverso un linguaggio clownesco, fisico e con poche parole che si inserisce nel contesto attuale in cui viviamo pur restando
nell’ambientazione magica delle fiabe. Il linguaggio clownesco utilizzato affonda le sue radici proprio nei comportamenti dei bambini: istintivo, semplice, diretto, giocoso e poco logico. La
riflessione sull’immagine e il gioco tra realtà e finzione prende spazio creando equivoci visivi, situazione comiche e surreali che coinvolgono sia la protagonista che il pubblico che si ritroverà
ad interpretare inconsapevolmente il ruolo del popolo.
.
scopri gli approfondimenti allo spettacolo e guarda il VIDEO TRAILER sulla PAGINA DEDICATA